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Insediato il Consiglio Comunale
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Il Comune di Bagno a Ripoli informa che venerdì 26 giugno 2009, alle 21, ad Antella, in Piazza Peruzzi, si è tenuta la prima seduta del nuovo Consiglio Comunale di Bagno a Ripoli, mandato amministrativo 2009-2014.


Prima dell'inizio dei lavori dell'assemblea, rappresentanti della Comunità di Bagno a Ripoli hanno letto alcuni brani: Chiara Gori, 8 anni - “Il Piccolo Principe” (Antoine de Saint-Exupéry) e Arnoldo Foà; Marco Benadì, Sindaco della Scuola Media Redi - Don Lorenzo Milani e E. Mounier; Matteo Cini, Sindaco della Scuola Media Granacci - Albert Einstein e Ernesto Balducci. Fabio Degl'Innocenti, volontario Auser del servizio ‘Un libro e un volontario per amico' - Rudyard Kipling; Riccardo Massai, Direttore Artistico del Teatro Comunale di Antella - John Kennedy (Discorso alla American University, 10 giugno 1963).

Presidente del Consiglio Comunale è stato eletto Rosauro Solazzi (Pd), Vicepresidente Alberto Briccolani (Pdl). I Capigruppo sono: Enrico Minelli (Pd), Lorenzo Cappelletti (Idv), Alberto Briccolani (Pdl), Beatrice Bensi (Cittadinanza attiva). Il Consiglio Comunale di Bagno a Ripoli è composto dai seguenti consiglieri: Antonio Angeli, Cecilia Beconcini, Mirko Briziarelli, Angelo Antonio Falmi, Paolo Frezzi, Enrico Minelli, Sabrina Nencioni, Paolo Santurro, Guido Signorini, Rosauro Solazzi, Giulia Ulivi, Pier Luigi Zanella (Pd); Lorenzo Cappelletti (Idv); Alberto Briccolani, Alberto Acanfora, Marco Manzoli, Massimo Mari, Alessandra Passigli, Andrea Poli (Pdl); Beatrice Bensi (Cittadinanza attiva).

Dopo aver presentato la nuova Giunta al Consiglio Comunale, il Sindaco Luciano Bartolini, nel suo ricco ed articolato intervento di insediamento (vedi allegato), ha sottolineato alcuni punti-cardine del mandato amministrativo 2009-2014: il programma di questi 5 anni messo in votazione è identico anche nelle virgole a quello su cui la Coalizione che lo ha sostenuto si è presentata agli elettori; concetto di fondo dell'azione di governo sarà “innovare nella continuità” con un programma che avrà dimensioni non solo locali, ma guarderà anche all'àmbito regionale, metropolitano e del Sud Est fiorentino; temi fondamentali il governo del territorio (riqualificazione dei centri urbani, sostenibilità ambientale, efficienza energetica, ricorso a nuove fonti di energia rinnovabile, inserimento ambientale), sviluppo, benessere della Comunità, servizi, mobilità (bypass di Vallina, Variante del Chianti, mobilità verde), formazione. Il programma di mandato è stato approvato con i voti favorevoli della Maggioranza (Pd e Idv) e contrari dell'Opposizione (Pdl e Cittadinanza attiva).

“Una bellissima serata per la democrazia del nostro Comune e per le Istituzioni – ha poi dichiarato il Sindaco Bartolini -. Abbiamo molto valorizzato il ruolo del Consiglio Comunale, sicuramente l'istituzione più importante per un ente locale come il nostro, raccogliendo essa la rappresentatività di tutti i cittadini. A vedere le oltre 300 persone presenti ed attente, piazza Peruzzi ed Antella davano un colpo d'occhio bellissimo. Grandi anche le emozioni, con le interessanti letture dei ragazzi, che, a contatto con le Istituzioni in maniera inedita, hanno ricevuto anche una concreta lezione di educazione civica”.

“Mi auguro che la scelta unanime sulla mia persona – ha aggiunto il neo Presidente del Consiglio Comunale Rosauro Solazzi – si debba interpretare come un ruolo di sintesi. L'impegno da parte mia sarà più costruttivo possibile per il lavoro che ci aspetta nei prossimi cinque anni di legislatura, con l'obiettivo di dare risposte giuste ai nostri concittadini. Come tutti i consiglieri eletti, sono anch'io un uomo di parte e fortemente convinto dei valori che hanno ispirato il mio impegno politico. Ma è ben chiaro in me che il primo dovere è quello del rigoroso rispetto del principio di assoluta parità di diritti, nella democratica dialettica tra maggioranza e minoranza. Nel ricordare che la laicità è un principio irrinunciabile nella nostra democrazia, invito tutti i consiglieri ad una stretta collaborazione, in modo da dare giuste risposte ai cittadini. Un impegno forte sarà rivolto a sollecitare, rilanciare e valorizzare la politica partecipata come luogo collettivo di elaborazione e confronto. Di concerto con il Sindaco lavoreremo per mantenere alto l'impegno per una cultura di pace, stando vicini alle scuole, alle famiglie, al quotidiano. Infine, ricordiamo sempre: siamo un piccolo paese europeo, siamo cittadini europei”.
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Brani letti prima del Consiglio Comunale del 26 giugno 2009

Chiara Gori, 8 anni: “Se vuoi costruire una nave, non radunare gli uomini per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito" (da “Il Piccolo Principe”, Antoine de Saint-Exupéry) e “Non solo io ma noi; non solo vicino ma lontano; non solo oggi ma domani” (Arnoldo Foà).

Marco Benadì, Sindaco della Scuola Media Redi: “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia (Don Lorenzo Milani)” e La politica non è una meta ultima che assorba tutte le altre; ma, se non è tutto, essa è presente in tutto (E. Mounier).

Matteo Cini, Sindaco della Scuola Media Granacci: “Il valore di un uomo, per la comunità in cui vive, dipende anzitutto dalla misura in cui i suoi sentimenti, i suoi pensieri e le sue azioni contribuiscono allo sviluppo dell’esistenza degli altri individui” (Albert Einstein) e “Il 14 giugno 1944 ottantatrè minatori, fra i quali 25 miei compaesani per lo più miei coetanei, furono condotti a Castelnuovo in Val di Cecina e fucilati. Ricordo ancora quando tornarono le bare al paese agghiacciato. Sento che devo essere degno di loro, che la mia cultura non mi deve staccare da loro, che anzi accresce le mie responsabilità di solidarietà con il mondo” (Ernesto Balducci)

Fabio Degl'Innocenti, volontario Auser del servizio ‘Un libro e un volontario per amico': “Se riuscirai a non perdere la testa/quando tutti la perdono intorno a te,/dandone a te la colpa;/se riuscirai ad aver fede in te/quando tutti dubitano,/e mettendo in conto anche il loro dubitare;/se riuscirai ad attendere/senza stancarti nell'attesa,/se, calunniato,/non perderai tempo con le calunnie,/o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,/senza apparir però troppo buono/ o troppo saggio;/se riuscirai a sognare/senza che il sogno sia il padrone;/se riuscirai a pensare/senza che pensare sia il tuo scopo,/se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso/trattando quei due impostori allo stesso modo;/se riuscirai a riascoltare la verità/da te espressa/distorta da furfanti/per intrappolarvi gli ingenui,/o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita/e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;/se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite/e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,/e a perdere/ed a ricominciar tutto daccapo,/senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;/se riuscirai a costringere cuore,/nervi e muscoli,/benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,/e a tener duro quando niente più resta in te/tranne la volontà che ingiunge:/«Tieni duro!»;/se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,/o a passeggiar coi re/e non perdere il tuo fare ordinario;/se né i nemici/né i cari amici riusciranno a colpirti,/se tutti contano per te,/ma nessuno mai troppo;/se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile/e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,/il mondo sarà tuo allora,/con quanto contiene,/e - quel che è più - tu sarai un Uomo, ragazzo mio!” (Rudyard Kipling)

Riccardo Massai, Direttore Artistico del Teatro Comunale di Antella: “Dunque non concentriamoci solo sulle nostre differenze, ma pensiamo anche ai nostri interessi comuni e a come superare tali differenze. E se le nostre divergenze non possono essere risolte oggi, almeno possiamo cercare di rendere il mondo un luogo sicuro per le diversità. Perché, in fin dei conti, il nostro più elementare legame è che tutti noi abitiamo questo piccolo pianeta, respiriamo la stessa aria, ci preoccupiamo per il futuro dei nostri figli, e siamo tutti mortali” (John Kennedy discorso alla American University, 10 giugno 1963).



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