
L’ordine del giorno è stato approvato con il voto favorevole di Pd, Verdi, Comunisti Italiani, Ds e del consigliere Massimo Mari (Forza Italia). Contrari Alberto Briccolani (An) e Leonardo Cortini (Forza Italia). Assenti alla votazione: Sergio Naldoni (Indipendente), Paolo Grevi (Forza Italia).
C’è una mozione sulla modifica del patto di stabilità degli enti locali, approvata dalla Camera con larghissima maggioranza il 17 marzo 2009, che impegna il Governo a:
- definire gli interventi da adottare per ovviare alla grave situazione in cui versano i comuni e le province;
- applicare correttamente la manovra d’estate’ 2008, nel senso che le risorse originate dalla cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali, dalla distribuzione dei dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere dalle predette società e dalla vendita del patrimonio immobiliare siano escluse solamente dalla base di calcolo 2007;
- adottare iniziative per escludere dai saldi utili del patto di stabilità interno i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa, a fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell’articolo 183 del testo unico degli enti locali;
- incentivare l’utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale e abbattere il debito, in particolare eliminando i vincoli che impediscono l’utilizzo dei proventi della vendita del patrimonio per finanziare la spesa per investimenti.
Sulla base di questa mozione, il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad agire presso il Governo nazionale affinché l’indirizzo politico della mozione si trasformi in atti e scelte conseguenti dal punto di vista normativo.
L’Amministrazione Comunale, nel giudicare il patto di stabilità controproducente per la capacità di azione e governo degli enti locali, ma anche perché è un ulteriore freno allo sviluppo in un momento di crisi come l’attuale, invita il Governo a ratificare quanto già approvato dal Parlamento, anche attraverso un decreto che metta nero su bianco ciò che è stato deliberato democraticamente e con voto di ambedue gli schieramenti: un atto che cambiasse immediatamente il patto di stabilità consentirebbe agli enti locali di liberare risorse per l’economia e per lavori pubblici così bloccati, senza andare ad intaccare il debito pubblico. Si tratta infatti di risorse già esistenti per i quali non sarebbe necessario per esempio accendere nuovi mutui. La Giunta invierà l’ordine del giorno al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, ai Capigruppo dei due Rami del Parlamento.